Attimi di pace nella giungla chiamata “vita”.

Mi capita spesso, sopra ogni modo in queste rare giornate di sole, di pensare a due grandi geni.

Ferma al sole, con gli occhi chiusi e il corpo in bilico, mi capita di pensare a E. Montale e alla sua poesia “Meriggiare pallido e assorto”. Il calore del sole, il rumore della vita che scorre, lontano ma presente, palpabile. Dona e lascia una piccola grande sicurezza: quella di non essere da soli. Eterna compagna solitudine.

L’altro matto che cura la mia anima è J. Pollock. Matto. Geniale. Uggioso e irrequieto. Irrequieto sì, ma anche armonioso, simmetrico nei suoi schizzi e creativo nei colori.

L’arte, in tutte le sue forme, mi è indispensabile per non perdermi tra la massa. Mi sveglia dal torpore dell’abitudine e mi scuote, sento il cuore battere e mi sento sicura. Qualcuno, un certo Eugenio Montale, aveva tradotto in parole la sensazione più familiare, più conosciuta, quella che ricordo sin dall’infanzia.

Il tempo mi è amico. Il passato mi è caro. Il presente chiede il conto. Il futuro mi aspetta.ode+to+jackson+pollock+001

 

 

 

 

Attimi di pace nella giungla chiamata “vita”.ultima modifica: 2014-02-16T22:04:50+00:00da frida1988
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